lunedì 27 marzo 2017

PROGETTO S.P.R.A.R. - ACCOGLIENZA PROFUGHI - COLTURANO


Le amministrazioni comunali di Carpiano, Cerro al Lambro, Colturano e Dresano hanno deciso di aderire al Protocollo firmato dal Ministero dell’Interno e dall’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) che prevede progetti di accoglienza per chi ha richiesto o già ottenuto lo status di protezione internazionale (e quindi accoglienza di secondo livello e solo per chi decide di restare in Italia). Questi 4 comuni sono gli unici comuni del distretto che non hanno profughi sul territorio. La soluzione condivisa del progetto permetterà una più rapida, civile e dignitosa accoglienza per tutti. L’adesione a questo protocollo impedisce l’invio massivo di migranti. Riporto testualmente dal sito: La direttiva del Ministro dell’Interno dell’11 ottobre 2016 – relativa alle regole per l’avvio di un sistema di ripartizione graduale e sostenibile dei richiedenti asilo e rifugiati sul territorio nazionale attraverso lo Sprar – prevede una “clausola di salvaguardia” che rende esenti dall’attivazione di “ulteriori forme di accoglienza” quei Comuni che appartengono alla rete Sprar o che hanno manifestato la volontà di aderirvi”.  Ricordiamoci che a Colturano esiste un albergo che già una volta è stato oggetto di interessamento da parte della Prefettura di Milano per collocarvi dei profughi. L’intervento dei sindaci della zona ha permesso di stoppare l’operazione, ma l’albergo comunque è sempre lì…Non è l’Hotel Ambra di san Zenone ma la capienza è pur sempre maggiore di 5 o 6 persone, quindi… sempre una spada di Damocle sulla testa). Perché parlo di 5 o 6 persone da accogliere a Colturano? Perché il protocollo stabilisce come unità di ingresso 2,5 persone per ogni 1000 abitanti. Se si riuscirà ad inoltrare il progetto per fine marzo, i primi profughi potrebbero arrivare ad agosto o settembre. Partner dei Comuni e di ASSEMI (Azienza Sociale Sud Est Milano) sarà un ente co-progettatore che verrà reperito tramite un Bando. Le associazioni del territorio. Caritas, Auser, Proloco, e società sportive hanno dato la loro piena disponibilità a collaborare per quanto sarà nelle loro possibilità. Si dovranno reperire un paio di alloggi; appartamenti sfitti o invenduti messi a disposizione dai cittadini o da reperire attraverso agenzie immobiliari. Affitto garantito per tre anni (durata del progetto) e copertura di eventuali danni. L’accoglienza diffusa in alloggio lascia all’ospite la più ampia autonomia nell’ottica di un più veloce percorso di inserimento nel tessuto sociale che lo accoglie. è stato definito come training all’italianità. I richiedenti asilo hanno un progetto individualizzato semestrale, eventualmente rinnovabile in situazioni particolari, che prevede alfabetizzazione, inserimento lavorativo e sociale sotto la guida di un tutor. Ogni azione o comportamento non in coerenza con il “contratto di accoglienza”, fatto sottoscrivere da ogni persona accolta, può comprometterne la permanenza sul territorio e il suo status di rifugiato. Nessun migrante appena sbarcato da un gommone verrà inviato a Colturano. Probabilmente non ci accorgeremo nemmeno dell’arrivo dei profughi che andranno semplicemente ad affiancarsi alle circa 160 persone di diverse nazionalità che già vivono a Colturano. “Dove sono?” mi ha chiesto una persona profondamente turbata da questo protocollo di accoglienza. “Vedi? Non ti sei accorto di 160 persone e sei preoccupato di accoglierne 5?” Come qualcuno ha detto in assemblea “(...) questa è un’operazione di estremo buon senso per un problema inarrestabile. Fare il dovere di uomo verso altri uomini in estrema difficoltà”.
Il costo del progetto per il Comune è pari a zero. Il 95% dei fondi sono pubblici (europei e statali) e il rimanente 5% viene definito “valorizzazione del personale” intendendo che anche gli ospiti devono metterci il loro impegno magari in lavori socialmente utili (nel caso dei progetti SPRAR si sono superati scogli, come quello assicurativo per esempio, che permettono attività lavorativa in ambito locale). Potrei aver usato termini non corretti e mi scuso ma credo che in linea di massima ci sia un sunto abbastanza completo di quanto è stato detto in assemblea. 

Per chi volesse approfondire il tema:  http://www.sprar.it/

mercoledì 4 gennaio 2017

Lunga pausa

E' da settembre che non metto mano qui dentro. Troppo. Non avrei dovuto. Ho la testa carica di cose; dette, non dette, fatte e non fatte, da dire e che non dirò. Per ora basta così, verrà il tempo o forse mai. Vado a leggere qualche pagina del libro del gruppo di lettura, se perdo il ritmo non riuscirò a finirlo e non voglio (almeno uno leggerlo per intero, eh).
Non poteva mancare una foto d'altri tempi che mi ha passato mio cognato Delio.  
Anni '50: balbianini in pellegrinaggio al Santuario di Caravaggio. da sinistra: Piera Ferrari, Riccardo Pezzoli (el bergamin), sulla motocicletta Delio, Gina Varischi, "la dòna del Gatti", Sergio Orsi, Maria moglie del savino, Enzio Faccioli, Lucio Grazzani, Rinalda Mazzola (la "Nanda"), Maria Mazz? (non capisco la mia scrittura).