venerdì 28 giugno 2013

Noi ci adeguiamo ma un pochino, poco poco, ci girano

Giorni di dichiarazioni e di code nei vari CAF e giorni di incazzature anche per chi si è attrezzato per NON fare le code ai CAF dotandosi di PIN, normale e dispositivo. Stendiamo il solito pietoso velo (ormai vecchio e consunto a furia di usarlo) sulla composizione del testo delle comunicazioni; sembrano fatte apposta per confondere le idee. Insegnanti, usate questi testi a scuola, così i ragazzi si abituano al “linguaggio burocratico”   da spiegare poi a nonna.  Stanno arrivando le richieste per i RED e gli ICRIC. Va bene siamo pronti, le mie vecchiette d’assalto le ho attrezzate di tutto punto. Per la prima volta mi cimento con l’ICRIC online e già c’è uno scoglio. Una possibilità per chi soffre di particolari patologie che esentano dal fare la dichiarazione è quella di produrre un certificato medico. Ok, il certificato c’è, MA da nessuna parte, non sulla lettera che arriva e non sulla videata del sito, è spiegato cosa farne del certificato (non c'è modo di allegarlonline). Quindi annulla inserimento e chiama l’INPS. “No, signora, il certificato NON va allegato, deve conservarlo lei ed esibirlo nel caso le fosse richiesto”. Specificatelo no? Invece di “Prodotto ( o consegnato non ricordo bene) certificato attestante la patologia” sotto alla casella da fleggare inserite “conservare il certificato ecc cc” e tutti capiscono al volo cosa farne.

Altra chicca scoperta stamattina. Sempre sul sito INPS e sempre muniti di PIN è possibile consultare la Cassetta  Postale dove sono archiviate tutte le comunicazioni tra l’ente e il cittadino. Ogni tanto entravo a consultare per vedere se era stata inviata la richiesta del RED. Beata ingenuità! L’803164 informa che l’aggiornamento NON è in tempo reale e dipende dalla sede territoriale. Eh, lo vedo bene e sarà interessante vedere quanto tempo impiegheranno per aggiornarlo. Peccato, un servizio utile perfettamente inservibile ed anche ingannevole perchè uno si fida di quello che vede scritto "Questo servizio le consente di visualizzare tutta la corrispondenza intercorsa con INPS dal 2006 ad oggi", e sta tranquillo. Col piffero. Noi ci adeguiamo, oh sì, ci adeguiamo ma ci girano un pochino i maroni a vedere certe cose.

Aggiornamento del 30/6/2013 - Consultato poco fa la Cassetta Postale: è aggiornata con l'inserimento invio del Bustone. Va bene va, qualche giorno appena di ritardo.

venerdì 14 giugno 2013

Di pipistrelli e d'altre storie...

Il tempo non ha certo spronato ad uscire di casa anche se per almeno due serate non s’è vista nemmeno una goccia di pioggia, da non credere in questa infinita primavera 2013 che non vuol finire. Venerdi 7 e sabato 8 giugno è stato come ritrovarsi tra “cospiratori”; scale in penombra, luci soffuse, vecchie travi a vista, muri incisi….un’atmosfera d’altri tempi con pennellata dark del volo di pipistrello che insisteva nei passaggi radenti mentre si chiedeva chi fossero i rompiscatole invasori del suo territorio. Anche Colturano ha una sua storia da raccontare, fatta di piccoli episodi,  certo, di fatti legati a personaggi, e neanche di secondo piano, che qui hanno vissuto (c’è ancora bisogno di ricordare il nome di Antonio Fregoso? Siamo intorno al 1500 tanto per fissare una data) o sono semplicemente “passati di qua” come il cardinale Schiner (comunque legato al nome dei Fregoso da non ricordo più quale intreccio familiare. Forse qui c'è qualche notizia.).
Il professor Traxino ha raccontato con calore, passione e dovizia di particolari le doti di questo sacerdote divenuto poi vescovo di Sion, doti di  fine stratega che lo hanno visto protagonista di storie e complicati intrecci di corte, di regnanti, di eserciti, fino alla grande Battaglia di Marignano del 1515. Avessi degli appunti a cui attingere, ma niente, mi rimane solo la Wikipedia per far connettere qualche neurone. Professore, la prossima volta si attrezzi con qualche fotocopia da distribuire, così sarà più facile memorizzare qualche dato (per me soprattutto, che con la storia ho sempre avuto un pessimo rapporto). Memoria a parte, serata interessante, come ho detto quasi da cospiratori; personalmente mi aspettavo più “trasporto” da parte dei miei compaesani per questa iniziativa tra le vecchie mura di Palazzo Fregoso le cui porte si aprono a tutta Colturano durante questi giorni grazie alla grande disponibilità della famiglia Meloni.
Qualche presenza in più durante la serata di sabato 8 giugno quando protagonista è stata la storia più recente, quella legata ad un passato che ancora alberga nelle memorie, anche nella mia! Vecchie foto, un filmato recuperato da pellicola del 1934, ricordi dei tempi che hanno visto protagonisti i nostri nonni, i nostri genitori ed anche noi stessi, almeno i più attempati come me. Termini ormai scomparsi che riportano a riti, usanze, lavori scanditi spesso dai canti, sopravvissuti fino a noi grazie anche alla tempra di impavide giovinotte come quelle che animano il Coro delle mondine di Melegnano.(Mi spiace, ma ancora non sono riuscita ad avere una foto della serata). Per dare un’idea di chi sono queste “ragazze” ecco un aneddoto raccontato proprio da una di loro, che risaliva alla sera prima: “Seri drè a spetà l’ascensore, ieren i dù e mesa de not, senti un rumur vegnì dalle scale dei garage. Me sun stremida un pù ma dopu vedi che spunta el fiò che sta visin a mi, l’ho vist nas. El guardi, fu segn a l’urelog e ghe disi: “L’è questa l’ura de vegnì a cà?.” E sem sciupà a rid tuti e du”. Alda tiene il microfono da presentatrice navigata: “Questa è la nostra 399esima serata, siamo state anche a Telelombardia e all’universita Bicocca”. E’ proprio Alda ad essere rientrata alle due di notte e non è nemmeno un’eccezione anche se a 84 anni le gambe, qualche volta, i fan un pù mal. Bella serata davvero, peccato non abbia potuto intervenire Giuseppe Pettinari ma grazie ancora a Carlo Meloni che lo ha sostituito alla conduzione. Per concludere non ci siamo fatti mancare un bel piatto di polenta taragna con la raspadura che, a dispetto dell’ora tarda, l’è andaia giù che l’era un piasè.

E veniamo a domenica 9 che inizia con un fulmine che cade in quel di Balbiano facendo qualche danno. Pazienza, quest’anno è andata così. Dame e cavalieri nella bella cornice di Palazzo Fregoso non hanno potuto godere fino in fondo questa giornata dal sapore antico. Ci siamo rintanati tutti sotto i portici per scongiurare gli acquazzoni che non sono mancati durante la giornata; arcieri e danzatori, venditori di dolciumi di un “certo peso”,  la teca con il libro di Fregoso, la mostra allestita dal Laboratorio fotografico (scatti davvero molto interessanti), i tavoli per gustare i piatti di mastro Tino e dei ragazzi di cucina che ormai, collaudati, sfornano di tutto. Il clima, non quello meteorologico, no, quello è rimasto freddo, si è acceso in serata all’arrivo della consolle con karaoke, della serie “non se ne volevano più andare”.
Sicuramente un’edizione sottotono ma non si può sempre avere il sole, no?! A scaldarci hanno provveduto i biceròt di rosso e il “LimonEnzo” inaugurato per l’occasione (crema di limoncello fatta da Enzo, buonissima!).
Che dire, sarà per il prossimo anno. Intanto prepariamoci per domenica prossima, mica stiamo con le mani in mano eh....

Scritto da Daniela per Pro Loco Colturano
La foto delle danzatrici l'ho rubata a A.D.A. Associazione Danze Antiche Dal loro sito potrete accedere alla pagina facebook per le altre foto.


domenica 2 giugno 2013

Biciclettando...



Ho un po' d'affanno: non ero pronta a pedalare controvento. Sono uscita diretta a Dresano ma poi ho dirottato fino a Casalmaiocco. Pedalo e penso e mi guardo intorno e annuso i profumi. Oggi c'era profumo di erba fermentata, di gelsomini e caprifoglio. Sono passata al cimitero a trovare i miei vecchi e poi piano piano (a 6 all'ora, come ho sentito dire ad un tizio rivolto alla moglie: stai andando a sei all'ora e intanto mi sorpassavano) mi sono diretta a Casalmaiocco. Volevo vedere se a Cologno erano ricresciuti i masagatt. Eccoli, si ci sono. Il fosso è secco e il paesaggio subito dietro di loro è quello desolante dello sventramento per il passaggio della Tangenziale Esterna. Un po' triste vederli così, speriamo immettano acqua nel fosso altrimenti dovremo dire addio anche a questi e poi non so dove si trovano ancora da queste parti. Il mio giro è stato breve ma due lavatrici da stendere incombevano. Mi godo la serata in beata solitudine. Che bello, niente tavola da apparecchiare, mangio al volo, sento il TG, ritiro i panni e faccio qualche pezzo di orlo a giorno della mia striscia di lino.
PS per Nadia: e sì lo so, non ho ancora messo la foto del "princice azzurro" ma lo farò presto!