lunedì 30 dicembre 2013

Ma che bella giornata!

E' raccontata qui.

mercoledì 25 dicembre 2013

Sempre a proposito di tempo che passa..

Se mia sorella vedesse queste foto si incavolerebbe. Qualche tempo fa l'ho trovata che rovistava in un cassetto della cucina e mi dice: "Se fo cun cle foto chi? I  a trò via..." Le guardo e in pratica c'era un pezzo della sua vita su foto tessera.  E così da casa sua, hanno attraversato la strada e sono state un po' a casa mia. Oggi le ho messe in ordine: da sinistra a destra, dall'alto in basso: 1963, 1973, 1983, 1993, 2003, 2013. Ho ripescato anche le mie foto tessera ma tranne la prima e le ultime due, quelle nel mezzo le ho sistemate guardando più che altro il colore dei capelli che qualche volta ho anche colorato prima del sale e pepe. Nadia, se passi di qua sono sicura di strapparti un sorriso ma non raccontare a tua cugina di quel che vedi, la me màsa. 
 

venerdì 20 dicembre 2013

Sono passati...quarant'anni

E si Luigi, sono passati 40 anni e per un momento ho pensato: non so più fare i conti. E gli ho rifatti ed è tornato sempre 40. Che bello sentire te e Antonio e viaggiare con la memoria ai nomi e ai volti che hanno condiviso con noi un pezzo di vita. In questi giorni è arrivata la solita carrellata di auguri di ex colleghi, che, come dice Raffaella nel suo saluto sono "colleghi per sempre". E' un po' come se fossimo legati indissolubilmente ad un nome, che non ripeterò per non essere monotona, che ci ha reso tutti parenti acquisiti. Quindi, caro Luigi, se tu hai 80 anni e io ne ho 60, viva noi! e viva i ricordi. E' tanto che non scrivo qui, oggi mi ha preso questa vena nostalgica, che non vuol dire che sono triste, anzi! ma che mi va di riandare al passato con tutte le cose belle (e meno belle) che mi hanno accompagnato fin qui. Va bene, ti prometto che cercherò di organizzare una mini-rimpatriata, per chiacchierare un po' e, come dici tu, per vedere dal vivo le nostre facce invecchiate e per sentire cosa ne pensi di questa sinistra.... 
Rovistando nell'archivio ho trovato la cartellina con alcune delle cavolate che mi facevano scrivere per le varie occasioni. Questa è di 10 anni fa, l'ultimo "bel Natale" tutti insieme, con la mega festa per Egidio che andava in pensione. Quante risate quel giorno! Poi sono arrivate le lacrime ma...questa è un'altra storia, anzi, la fine della storia. Ciao Luigi, a presto.


sabato 2 novembre 2013

Il professor Leondi ci aspetta

Il dottor Leondi, che imperterrita continuo a chiamare "professore", ci invita alla serata del 29 novembre. La bella immagine della copertina, a chi fosse sfuggito, raffigura l'interno di palazzo Fregoso di Colturano.

venerdì 1 novembre 2013

Riassunto di ottobre

Non trovo più il tempo per scrivere, sono sempre di corsa. Riassunto puntata di ottobre:
il 7 è nato Cesare, bello della nonna, che si è già fatto 15 giorni di ospedale. A dispetto del suo peso da torello (4 chili alla nascita) è più delicato di suo fratello.
E’ stata dura sentirlo strillare al di là della porta quando cercavano la vena per gli esami e le flebo di antibiotico ma adesso è a casa, affrontiamo tutto giorno per giorno. Mia figlia è stata forte e sono contenta di come sta reagendo anche nel gestire Domenico che si è visto un po’ sballottato in questo ultimo mese. Si fidanza e si sfidanza con la mamma in continuazione.
Capitolo nascite chiuso. Apriamo quello degli arrivi e partenze. Don Paolo è dal 20 ottobre nella sua nuova parrocchia a Borgo san Giovanni... 

...e domenica scorsa abbiamo accolto don Andrea. 

Non è stato un “parto” facile nemmeno questo per la nostra comunità; come sempre succede ad ogni cambio di parroco c’è chi si defila perché “è fatto così” o perché “è fatto colà”. C’è chi si lamenta, chi osanna, chi brontola….Si fa quel che si può e anche se la partenza di don Paolo lascia molti con un “lutto da elaborare”, me compresa,  dovremo far presto a gettare i veli neri al vento e continuare la nostra strada verso l’ascolto della parola di Gesù. In caso contrario saremo solo patetici.

Ho già finito il resoconto di ottobre? Manca una cosa importantissima! Dal 1 ottobre sono una pensionata! Tranquilli, tutto quello che prendo l’ho versato come contribuzione, non porto via niente a nessuno. Adesso ho proprio finito, vado a farmi una dose di…castagnaccio.

lunedì 7 ottobre 2013

Eccolo!

Voleva essere annunciato ed ecco che stamattina ha deciso di fare il gran debutto. 3 chili e 930 grammi. Un torello! Un bel regalo per il nonno che oggi compie gli anni. Non potrà più dire che non riceve mai regali.

domenica 6 ottobre 2013

A me non piace aspettare...


…e Cesare non vuol nascere. Bene, aspettiamo con malcelata pazienza che si decida. Intanto qui in paese è iniziato questo ottobre molto intenso per la partenza  di don Paolo e l’arrivo di don Andrea. Detto così sembra una cosa tanto bella e ricca di emozioni. Lo è certo, ma è anche ricca di cose pratiche da affrontare, tante, e bisogna armarsi di santa pazienza  che non è proprio una mia prerogativa, come ho detto sopra. Faccio quel che posso, poco per la verità. Nel frattempo, continuo ad aspettare…

Mi sono dimenticata di scrivere qualcosa sul mio ingresso ufficiale nel mondo dei pensionati! E sì, dal 1 ottobre. Pensione decurtata ma pensione anticipata. Amen, capitolo chiuso.
Il blog registra sempre tantissimi accessi per questo post del marzo 2012 e qualcuno lascia un commento. Quello di stamattina dice:  "E' stato un aiuto fondamentale". Forse Alessandro ha esagerato ma io sono contenta.

martedì 30 luglio 2013

Don Paolo se ne va da Balbiano


Il titolo del post l'ho ricopiato pari pari dalle statistiche del blog; qualcuno è arrivato qui cercando notizie sul trasferimento di don Paolo. Si è così, don Paolo lascerà le nostre parrocchie e andrà a Borgo san Giovanni. Per una parte del paese una grande sorpresa,  non ce lo aspettavamo, nessuno ci pensava. Altri, forse (anzi, senza forse), non ne vedevano l'ora ma è sempre stato così ad ogni cambio. Mi viene in mente il titolo di un libro di Cannavò, Pretacci, dove nel prologo viene ricordata spesso la figura di don Lorenzo Milani, molto cara a don Paolo. Pretaccio in senso affettuoso, ma che rende bene l'idea del prete in lotta con ogni forma di burocrazia e di sovrastruttura...e qui mi fermo. Ha affidato spesso alle pagine della Quarta Campana il suo pensiero, basta rileggere qualche suo pezzo. Anche a me dispiace tanto che se ne vada. Quando è stato trasferito don Mario Zacchi è stato come perdere un altro padre, ancora mi vengono le lacrime agli occhi se ci penso. Allora fu un dispiacere "di pancia", adesso con don Paolo è un dispiacere "di testa". E' come finire la scuola e lasciarsi alle spalle un insegnante che ti ha aperto porte che nemmeno vedevi, un uomo che a volte ti fa ricordare che anche lui, appunto, è un uomo. Non è sempre automatico ricordarselo e quindi al prete si chiede la perfezione. A modo suo è stato un "pretaccio" generoso ed infaticabile che ha amato da subito questo paese ai confini della diocesi di Lodi ma di rito ambrosiano. Domenica mi ha detto che voleva qualche foto per ricordarsi della sua ultima festa di san Giacomo tra di noi. Le foto sono una schifezza naturalmente, mi tremavano le mani e mi vergognavo a fotografare (sempre questa con la macchina fotografica in mano...). Grazie don Paolo per questi 11 anni tra di noi. Mi mancheranno le sue sparate con l'aggiunta di "non si scandalizza vero?". No, non mi sono mai scandalizzata. Mi mancheranno le divagazioni durante gli incontri per il giornalino, mi mancheranno soprattutto le sue omelie. Buon "nuovo cammino" don Paolo, e come ama dire lei: "la pace sia con te". Futuri parrocchiani di Borgo san Giovanni, vi affidiamo il nostro "pretaccio" e voi affidatevi a lui come ci si affida al proprio padre. 

venerdì 28 giugno 2013

Noi ci adeguiamo ma un pochino, poco poco, ci girano

Giorni di dichiarazioni e di code nei vari CAF e giorni di incazzature anche per chi si è attrezzato per NON fare le code ai CAF dotandosi di PIN, normale e dispositivo. Stendiamo il solito pietoso velo (ormai vecchio e consunto a furia di usarlo) sulla composizione del testo delle comunicazioni; sembrano fatte apposta per confondere le idee. Insegnanti, usate questi testi a scuola, così i ragazzi si abituano al “linguaggio burocratico”   da spiegare poi a nonna.  Stanno arrivando le richieste per i RED e gli ICRIC. Va bene siamo pronti, le mie vecchiette d’assalto le ho attrezzate di tutto punto. Per la prima volta mi cimento con l’ICRIC online e già c’è uno scoglio. Una possibilità per chi soffre di particolari patologie che esentano dal fare la dichiarazione è quella di produrre un certificato medico. Ok, il certificato c’è, MA da nessuna parte, non sulla lettera che arriva e non sulla videata del sito, è spiegato cosa farne del certificato (non c'è modo di allegarlonline). Quindi annulla inserimento e chiama l’INPS. “No, signora, il certificato NON va allegato, deve conservarlo lei ed esibirlo nel caso le fosse richiesto”. Specificatelo no? Invece di “Prodotto ( o consegnato non ricordo bene) certificato attestante la patologia” sotto alla casella da fleggare inserite “conservare il certificato ecc cc” e tutti capiscono al volo cosa farne.

Altra chicca scoperta stamattina. Sempre sul sito INPS e sempre muniti di PIN è possibile consultare la Cassetta  Postale dove sono archiviate tutte le comunicazioni tra l’ente e il cittadino. Ogni tanto entravo a consultare per vedere se era stata inviata la richiesta del RED. Beata ingenuità! L’803164 informa che l’aggiornamento NON è in tempo reale e dipende dalla sede territoriale. Eh, lo vedo bene e sarà interessante vedere quanto tempo impiegheranno per aggiornarlo. Peccato, un servizio utile perfettamente inservibile ed anche ingannevole perchè uno si fida di quello che vede scritto "Questo servizio le consente di visualizzare tutta la corrispondenza intercorsa con INPS dal 2006 ad oggi", e sta tranquillo. Col piffero. Noi ci adeguiamo, oh sì, ci adeguiamo ma ci girano un pochino i maroni a vedere certe cose.

Aggiornamento del 30/6/2013 - Consultato poco fa la Cassetta Postale: è aggiornata con l'inserimento invio del Bustone. Va bene va, qualche giorno appena di ritardo.

venerdì 14 giugno 2013

Di pipistrelli e d'altre storie...

Il tempo non ha certo spronato ad uscire di casa anche se per almeno due serate non s’è vista nemmeno una goccia di pioggia, da non credere in questa infinita primavera 2013 che non vuol finire. Venerdi 7 e sabato 8 giugno è stato come ritrovarsi tra “cospiratori”; scale in penombra, luci soffuse, vecchie travi a vista, muri incisi….un’atmosfera d’altri tempi con pennellata dark del volo di pipistrello che insisteva nei passaggi radenti mentre si chiedeva chi fossero i rompiscatole invasori del suo territorio. Anche Colturano ha una sua storia da raccontare, fatta di piccoli episodi,  certo, di fatti legati a personaggi, e neanche di secondo piano, che qui hanno vissuto (c’è ancora bisogno di ricordare il nome di Antonio Fregoso? Siamo intorno al 1500 tanto per fissare una data) o sono semplicemente “passati di qua” come il cardinale Schiner (comunque legato al nome dei Fregoso da non ricordo più quale intreccio familiare. Forse qui c'è qualche notizia.).
Il professor Traxino ha raccontato con calore, passione e dovizia di particolari le doti di questo sacerdote divenuto poi vescovo di Sion, doti di  fine stratega che lo hanno visto protagonista di storie e complicati intrecci di corte, di regnanti, di eserciti, fino alla grande Battaglia di Marignano del 1515. Avessi degli appunti a cui attingere, ma niente, mi rimane solo la Wikipedia per far connettere qualche neurone. Professore, la prossima volta si attrezzi con qualche fotocopia da distribuire, così sarà più facile memorizzare qualche dato (per me soprattutto, che con la storia ho sempre avuto un pessimo rapporto). Memoria a parte, serata interessante, come ho detto quasi da cospiratori; personalmente mi aspettavo più “trasporto” da parte dei miei compaesani per questa iniziativa tra le vecchie mura di Palazzo Fregoso le cui porte si aprono a tutta Colturano durante questi giorni grazie alla grande disponibilità della famiglia Meloni.
Qualche presenza in più durante la serata di sabato 8 giugno quando protagonista è stata la storia più recente, quella legata ad un passato che ancora alberga nelle memorie, anche nella mia! Vecchie foto, un filmato recuperato da pellicola del 1934, ricordi dei tempi che hanno visto protagonisti i nostri nonni, i nostri genitori ed anche noi stessi, almeno i più attempati come me. Termini ormai scomparsi che riportano a riti, usanze, lavori scanditi spesso dai canti, sopravvissuti fino a noi grazie anche alla tempra di impavide giovinotte come quelle che animano il Coro delle mondine di Melegnano.(Mi spiace, ma ancora non sono riuscita ad avere una foto della serata). Per dare un’idea di chi sono queste “ragazze” ecco un aneddoto raccontato proprio da una di loro, che risaliva alla sera prima: “Seri drè a spetà l’ascensore, ieren i dù e mesa de not, senti un rumur vegnì dalle scale dei garage. Me sun stremida un pù ma dopu vedi che spunta el fiò che sta visin a mi, l’ho vist nas. El guardi, fu segn a l’urelog e ghe disi: “L’è questa l’ura de vegnì a cà?.” E sem sciupà a rid tuti e du”. Alda tiene il microfono da presentatrice navigata: “Questa è la nostra 399esima serata, siamo state anche a Telelombardia e all’universita Bicocca”. E’ proprio Alda ad essere rientrata alle due di notte e non è nemmeno un’eccezione anche se a 84 anni le gambe, qualche volta, i fan un pù mal. Bella serata davvero, peccato non abbia potuto intervenire Giuseppe Pettinari ma grazie ancora a Carlo Meloni che lo ha sostituito alla conduzione. Per concludere non ci siamo fatti mancare un bel piatto di polenta taragna con la raspadura che, a dispetto dell’ora tarda, l’è andaia giù che l’era un piasè.

E veniamo a domenica 9 che inizia con un fulmine che cade in quel di Balbiano facendo qualche danno. Pazienza, quest’anno è andata così. Dame e cavalieri nella bella cornice di Palazzo Fregoso non hanno potuto godere fino in fondo questa giornata dal sapore antico. Ci siamo rintanati tutti sotto i portici per scongiurare gli acquazzoni che non sono mancati durante la giornata; arcieri e danzatori, venditori di dolciumi di un “certo peso”,  la teca con il libro di Fregoso, la mostra allestita dal Laboratorio fotografico (scatti davvero molto interessanti), i tavoli per gustare i piatti di mastro Tino e dei ragazzi di cucina che ormai, collaudati, sfornano di tutto. Il clima, non quello meteorologico, no, quello è rimasto freddo, si è acceso in serata all’arrivo della consolle con karaoke, della serie “non se ne volevano più andare”.
Sicuramente un’edizione sottotono ma non si può sempre avere il sole, no?! A scaldarci hanno provveduto i biceròt di rosso e il “LimonEnzo” inaugurato per l’occasione (crema di limoncello fatta da Enzo, buonissima!).
Che dire, sarà per il prossimo anno. Intanto prepariamoci per domenica prossima, mica stiamo con le mani in mano eh....

Scritto da Daniela per Pro Loco Colturano
La foto delle danzatrici l'ho rubata a A.D.A. Associazione Danze Antiche Dal loro sito potrete accedere alla pagina facebook per le altre foto.


domenica 2 giugno 2013

Biciclettando...



Ho un po' d'affanno: non ero pronta a pedalare controvento. Sono uscita diretta a Dresano ma poi ho dirottato fino a Casalmaiocco. Pedalo e penso e mi guardo intorno e annuso i profumi. Oggi c'era profumo di erba fermentata, di gelsomini e caprifoglio. Sono passata al cimitero a trovare i miei vecchi e poi piano piano (a 6 all'ora, come ho sentito dire ad un tizio rivolto alla moglie: stai andando a sei all'ora e intanto mi sorpassavano) mi sono diretta a Casalmaiocco. Volevo vedere se a Cologno erano ricresciuti i masagatt. Eccoli, si ci sono. Il fosso è secco e il paesaggio subito dietro di loro è quello desolante dello sventramento per il passaggio della Tangenziale Esterna. Un po' triste vederli così, speriamo immettano acqua nel fosso altrimenti dovremo dire addio anche a questi e poi non so dove si trovano ancora da queste parti. Il mio giro è stato breve ma due lavatrici da stendere incombevano. Mi godo la serata in beata solitudine. Che bello, niente tavola da apparecchiare, mangio al volo, sento il TG, ritiro i panni e faccio qualche pezzo di orlo a giorno della mia striscia di lino.
PS per Nadia: e sì lo so, non ho ancora messo la foto del "princice azzurro" ma lo farò presto!

martedì 14 maggio 2013

ALL'OMBRA DELLA MADONNINA

Grazie a Filippo che ci ha regalato qualche bella foto di questa domenica di SOLE, finalmente. Appena trovo due minuti le metto insieme oppure sbircio se dal blog della Proloco mi precedono e incollo. Qualcuna è qui. Ivonne mi ha tenuto compagnia e ci siamo raccontate un mucchio di cose. Tanta gente si è allungata fino alla nostra postazione proprio davanti alla grotta della madonnina di Lourdes. C'è chi ha comprato, chi ha sbirciato, chi è venuto per conoscerci (Marinella della Caritas di Tavazzano) e che finalmente anche io ho potuto incontrare. Da quando il nostro Gruppo Caritas parrocchiale è partito, due anni fa, abbiamo intrecciato relazioni con tante persone che non sempre conosciamo di persona; ci scriviamo, ci sentiamo al telefono. E' stato un pensiero carino quello di Marinella e ricambieremo la visita. La Festa di Primavera, dunque...Non molta gente nel primo pomeriggio (tante le manifestazioni nel circondario) ma buona ripresa  subito dopo. Le scorte sono finite forse prima del previsto e il panino con la salamella mi è rimasto qui, guarda. Tino, ma quante ne hai prese? potevi abbondare, poi si finivano domenica prossima! Comunque, amen, ho cenato con patatine fritte e fetta di torta. Grazie all'Auser che ci ha invitati (anche alla festa del 2 giugno a Dresano alla quale non potremo partecipare, però). Con il ricavato del mercatino, tanto per dare un'idea, diciamo che si potrebbero comprare 236 litri di latte, oppure 240 scatolette di tonno (in offerta eh), o ancora 443 lattine di ceci.. Insomma grazie, ne faremo buon uso. 

martedì 7 maggio 2013

Raduno 500 - ce l'abbiamo fatta.

Domenica bagnatissima ma visto che ormai è la regola, l'abbiamo presa con filosofia.Pregavo che non fosse grandine perchè Ito mi avrebbe uccisa, visto che l'avevo convinto io a partecipare. Giornata un po' sotto le mie aspettative, forse proprio a causa della pioggia che ha impedito il giro nei paesi vicini. E poi l'orrenda sosta al ristorante, unico neo della giornata. I cinesi...per carità, sapranno cucinare bene i loro cibi ma non sono adatti a condurre un ristorante "all'italiana". La prossima volta, meglio un panino e poi via; peccato tenere ferme le "signorine" per così tanto tempo, facciamole viaggiare.Questo neo non ha tolto nulla al mio entusiasmo visto che sarà stato il primo ma anche l'unico raduno della mia vita.
Ho messo qualche foto qui.

mercoledì 17 aprile 2013

9° Raduno Fiat 500 - San Zenone al Lambro


Quest'anno mio cognato non ha scuse: il secondo pilota c'è.

venerdì 29 marzo 2013

Come rovinarsi la giornata

accredito_gas
Ecco come fare: decidete di dare una sistemata all’archivio delle bollette 2012, in questo caso del gas.
Tentativo numero uno, ben riuscito: dopo aver sistemato per bene in ordine di data, comincio ad esaminare gli importi e vedo che più o meno, il gas a metro cubo, si paga 0.88 centesimi di euro. Vedo che ad ottobre 2012, novembre 2012 e febbraio 2013 in bolletta ci sono degli storni che sommati danno quasi mille euro. Mi chiedo: se faccio sempre l’autolettura come faccio ad accumulare tanto scostamento? Guardo le bollette del 2011 e vedo che anche lì è la stessa cosa, ci sono degli storni più o meno negli stessi periodi. Chiamo il numero verde e con l’operatore non c’è feeling, mi sta subito sulle scatole…e io a lui. Alla fine faccio la domanda che mi interessa anche se la verifica è “a lunga scadenza”: “Lei mi conferma che SE FACCIO SEMPRE L’AUTOLETTURA NON HO QUESTI SCOSTAMENTI?” . Non è un notaio ma ha confermato. Io sono più che sicura che non sia così ma mi metto di puntiglio e non salterò una autolettura che sia una.
Secondo tentativo, aaaa questo poi…fantastico: sistemo le fatture di mio fratello; vedo che a settembre 2012 ha una fattura in credito di 95 euro. leggo sulla fattura che l’importo verrà riaccreditato sulla bolletta successiva SALVO indicazione diversa del cliente che può richiedere assegno o bonifico. Controllo tutte le fatture fino all’ultima arrivata e l’accredito non c’è. Altra telefonata al numero verde. Risponde Fabio (porello, mi sono scusata più volte con lui nel corso della telefonata ma ero fuori dei gangheri). Chiedo a Fabio di controllare e scopro che l’importo è ancora lì, a disposizione. Come  “a disposizione”, c’era scritto che bla, bla. No, dice lui, dopo che era stata emessa la fattura, l’Autorità per l’energia elettrica e il gas, ha stabilito che i rimborsi D’UFFICIO sulle bollette NON erano permessi, ma erano erogabili SOLO dietro richiesta del cliente che poteva scegliere tra le tre modalità (accredito in bolletta, assegno o bonifico). COOOOOSAAAA? E perchè non lo avete scritto sulle bollette successive che gli eventuali crediti andavano richiesti? a proprio una bella furbata! e dopo 5 anni chi incassa questi crediti? “No”, dice Fabio, “questi crediti non si prescrivono mai”. Caro Fabio, non le credo per niente ma non ce l’ho con lei, non so nemmeno io con chi ce l’ho. E alla fine ci siamo augurati Buona Pasqua, cosa dovevamo fare. Per questo accredito abbiamo provveduto.

domenica 3 marzo 2013

Il "rito di pulire le rane"

Nadia mi scrive; dice che la volta scorsa mi sono dimenticata di raccontare di quando “la zia Pina, seduta con davanti un secchio, iniziava il rito di pulire le rane. Era affascinante…”. Si, era davvero un rito affascinante. Con gesti veloci e sicuri usava un coltello affilatissimo (le forbici le usavano gli imbranati, diceva lei); zampe anteriori,  testa (che si trascinava dietro tutta la pelle fino alle zampe posteriori), zampe posteriori, piccolo tocco e se ne andavano anche le interiora (come per magia lasciava intatto il fegato a cui toglieva però la pallina con la bile). Noi bambini guardavamo schifati quel macabro rituale ma poi…mangiavamo le rane fritte, impanate o fatte con la frittata. Visto che siamo in argomento macabro, un’altra cosa che mi ricorda mia mamma e che io non ho mai fatto è … pulire una gallina. Io la guardavo anche in questo caso tra il meravigliato e lo schifato; erano comunque lezioni di anatomia spicciola. Cuore, fegato, polmoni, reni, intestino, il buonissimo predè, una parte dello stomaco della gallina, che non si buttava ma finiva nel brodo ed era buonissimo (si chiama anche durello o ventriglio o magoncino). La mamma lo incideva per togliere lo strato più interno dove ancora poteva esserci del mangime o dei sassolini. E poi la puzza de strinàd e scarbuntìd quando si passava la gallina sul fuoco per togliere i residui di peluria e per togliere la parte più coriacea della pelle delle zampe che non si buttavano ma si bollivano e si ciucciavano con sapienza per ripulire ogni singolo ossicino (altro che i sofficini Findus!). 
Quando don Paolo ha visto le righe qui sopra (che ho riportato anche nel giornalino parrocchiale) mi ha detto che lui predè non l'ha mai sentito. Sono sicura di non sbagliarmi, i lodigiani diranno in un altro modo. Per tagliare la testa al toro non resta che chiedere al caro Giuseppe Pettinari che di dialetti se ne intende (e di mille altre cose sul nostro territorio) e infatti arriva la risposta:

Ben venga lo stomaco della gallina che ci offre l'opportunità di contattarci.
In dialetto lodigiano si chiama "massola", come dice don Paolo, in milanese "predé".
La gallina era molto importante per i nostri contadini, per le uova e per la carne. Quelli della città sostenevano che i contadini erano fortunati perché mangiavano galline nostrane, buone. In realtà, come diceva un detto: "Quand el paisan el mangia una galina, o ghe malad el paisan, o ghe malada la galina". Quando c'era un'epidemia dei polli, si preferiva sopprimerli e cucinarli prima che morissero. Di contro si uccideva una gallina per fare il brodo per una persona malata, un brodo "ch'el féva resusità i morti". Quel buon brodo di gallina dove galleggiavano i "ogi gialdi" del grasso, che faceva tanto bene. Tempo fa mi sono ritrovato in un rifugio in alta montagna. Appena arrivati, stanchi morti, ci fu offerta una bella scodella di brodo, ti assicuro che è stato molto benefico oltre che apprezzato. Al supermercato gli stomaci di gallina vengono chiamati "durelli".


venerdì 22 febbraio 2013

Abbiamo il PIN. Viva il PIN.



Succede che l’INPS manda raccomandate, pare 900.000 in tutta Italia, così dice Ledha http://www.ledha.it/page.asp?menu1=12&notizia=4036. La lettera dice che “non ci risulta ancora pervenuto il suo modello RED relativo ai redditi dell’anno 2010, che le avevamo richiesto lo scorso anno”. Mi armo di santa pazienza e comincio a cercare tra i documenti per conto della persona destinataria del sollecito. Non si trova niente. Ma abbiamo il PIN ed entriamo nel Cassetto Previdenziale dove è archiviata anche la corrispondenza tra INPS e cittadino. Bene, di questa famosa richiesta nemmeno l’ombra. Quindi  sarebbe cosa sensata usare nella lettera  un'altra terminologia così da non  far passare le persone per inadempienti o altro.  Noi siamo pazienti, ci adeguiamo, impariamo ad usare il computer e piano piano scopriamo che la tecnologia non è sempre a sfavore del cittadino, è un po’ coriacea da digerire all’inizio ma poi, tutto sommato, torna più che utile. Continuo a ripeterlo: chiedete il PIN ed usatelo.

domenica 17 febbraio 2013

La povertà che non ti aspetti

Le parole di un amico mi hanno fatto riflettere: "Sono rimasto scosso da tutte quelle persone", questo più o meno il commento. Si, si rimane scossi, non puoi chiudere la porta del centro Caritas e lasciare sugli scaffali o sulla scrivania anche le storie, i problemi, i visi, i sorrisi di chi passa di qua tutti i sabati o solo qualche volta.Te li porti a casa e pensi e rimugini e scrivi e chiedi e qualche volta trovi un piccolo spiraglio, un appiglio e sei contento. Sabato mi sono portata a casa la delusione di H. quando ho detto che non avevamo il latte e che non sappiamo quando e se ne potremo ancora avere. Si è fatto un bel po' di strada in bici solo per il latte, non mi può bastare stare qui e non fare niente. Abbiamo bisogno di latte, latte, latte. Anche altro manca ma stare senza latte è impossibile. Dirlo qui forse potrà aiutarci? Non so, io lo dico, la Provvidenza viaggia su strade non mappate da Google, chissà. 
Gruppo CARITAS BALBIANO, via Roma, 21 (ingresso casa della Divina Provvidenza)- tutti i sabati dalle 15.30 alle 16.30
Gruppo CARITAS COLTURANO, vicolo Mons. Rossi (ingresso Oratorio)- tutti i sabati dalle 15.30 alle 17.30
In fondo alle chiese parrocchiali ci sono due cesti per chi volesse portare lì. per altre modalità sapete dove o come contattarmi.
Per quanto può valere una parola: grazie, a nome di tutti.

venerdì 8 febbraio 2013

domenica 20 gennaio 2013

venerdì 18 gennaio 2013

La cugina "milanesa"


La cugina de Milan è più grande di me ed ha sempre avuto molto affiatamento con le mie sorelle. Di lei mi piaceva e mi piace la sua risata spontanea e contagiosa, la sua parlata dalla tipica inflessione milanese, le sue coloriture di linguaggio (e cavoli, quando ci vogliono ci vogliono), la sua complicità con la madre, la mitica zia Agnese (quanto ci sarebbe da raccontare sulla zia, ma di questo incaricherò Alba), la sua scia di profumo (noi in campagna ce lo sognavamo il profumo, al massimo sapevamo di sapone di marsiglia o di candeggina se era giorno di bucato!). E si, perchè lei veniva dalla città. Prendeva la corriera di Spini che partiva da Porta Romana e scendeva davanti al nostro cancello. Stava magari qualche giorno e poi tornava a casa con una sporta "chilometri zero" profumatissima: pomodori, prezzemolo, basilico, sedano e non so cos'altro poteva aver piantato el Dorino nell'orto. Non mancava mai un mazzo di fiori con dalie e zinnie, fiore quasi del tutto dimenticato oggi ma che piacevano tanto a mio papà (in effetti bastava buttare i semi e crescevano senza problemi, intere prose che davano fiori recisi dalla lunga durata). A volte capitava che andassi io a Milano dalla zia Agnese ma mi sentivo un pesce fuor d'acqua, stavo sicuramente meglio tra le prose dell'orto e le campagne di Balbiano. Mia sorella Letizia quando ha visto la foto di me e Nadia in piazza del Duomo (anno 1959/60 circa) a Milano ha detto: "Te ghe su el vestidin che ho fai mi". Il vestito in verità proveniva da una famiglia facoltosa di Milano dove una zia paterna, la zia Tina, lavorava come governante fin da ragazzina. Ogni tanto ci faceva avere qualche indumento smesso dalla sciura. Letizia ha ricucito il vestitino adattandolo a me e posso immaginare quanto non mi sia sentita a mio agio, abituata com'ero a vestire alla buona. Nadia, sai che non mi ricordo niente di questa foto? come del resto non ricordo quasi niente della mia infanzia, è come se l'avessi rimossa quasi completamente. Sprazzi di ricordi, di sensazioni, ma mai un ricordo netto. Va be, quando avrò tempo, (mai praticamente) mi farò psicanalizzare. Nell'altra foto Nadia e Alba con i fucili credo di mio padre. Il muro alle loro spalle è quello che ancora adesso delimita l'ufficio postale. Dietro di loro c'era il mio regno: l'orto e il fosso. Nadia qui ti salutano tutti,  saluda Milan e i parenti milanesi.