giovedì 31 dicembre 2009

Fine anno polemico


Non riesco proprio a digerire queste cose. Sto archiviando le bollette di Enel Gas (mercato libero dell'energia) di mia figlia; giro e rigiro il foglio e mi dò della rincoglionita perchè non trovo il periodo in cui effettuare l'autolettura. Insomma non c'è proprio. Vado a rivedere le vecchie fatture e mi accorgo che da settembre non è più indicata questa possibilità. Chiamo il numero verde e l'operatrice mi conferma che non è più indicata in bolletta ma che si può comunque fare e che presto inseriranno ancora in bolletta questo avviso. Mi dice che posso effettuare l'autolettura tra il 21 e il 29 gennaio e che mi consiglia di farlo parlando direttamente con l'operatore non selezionando l'opzione automatica che non registra i dati. A bene, sono felicissima, ci spediscono bollette piene di parole e bla bla bla e non ci dicono le cose basilari. E aggiungiamo anche questa chicca allora: l'altra figlia ha troslocato ad agosto facendo il subentro utente via telefono il 2 settembre. L'operatore aveva  detto che ci volevano 5 giorni per perfezionare l'operazione. A inizio dicembre arriva una fattura intestata a mia figlia, al vecchio indirizzo, con il vecchio numero utente, con consumi al novembre, chiaramente dei nuovi proprietari. Alla richiesta di chiarimenti le è stato detto che il perfezionamento del trapasso di utenza può richiedere anche sei mesi; dovrebbe pagare le bollette che arriveranno (intestate a lei ma con consumi del nuovo utente!) che poi le saranno rimborsate. Siamo veramente nel ridicolo.
Oh, PORA ITALIA!
esclamava mia mamma quando qualcosa non andava per il verso giusto. Evviva, evviva, finisce l'anno vecchio ...ma quello nuovo si annuncia con i panni logori della quotidianità.
BUON ANNO A TUTTI
*foto: http://www.flickr.com/photos/31133811@N07/2930267120/

domenica 27 dicembre 2009

Riuscirò a mettere la mano in bocca, prima o poi





Toporagno sta facendo i primi esercizi per mettersi le mani in bocca; ieri è stato mezz'ora a provare e qualche volta ci è anche riuscito.

sabato 26 dicembre 2009

Vergogna, ossia temere l'esposizione


Il professor Galimberti ha sempre il potere di calamitare la mia attenzione e l'altro giorno in pratica ho fatto bruciare il soffritto mentre seguivo la puntata di Augias che trattava i "Miti d'oggi" , il titolo del post l'ho rubato ad una sua affermazione : oggi non c'è più vergogna cioè non abbiamo più paura della "gogna". La puntata la trovate qui .
Prima di introdurre l'ospite però, e qui ero distratta,  Augias ha chiesto di scrivere una cartolina a MASSIMILIANO dicendo di inviarla semplicemente così: MASSIMILIANO, 15057 TORTONA (AL) . Ho scritto velocemente su un foglio e adesso ho cercato di capire di cosa si trattasse. Ci sono notizie di massimiliano qui e qui . Spedirò la cartolina, questa e spero molte altre. Spero lo facciano in molti, compresi voi che passate di qui. Non leggete altro del blog, non è importante, scrivete una frase e speditela.

lunedì 21 dicembre 2009

Pomeriggio di ansia



Mi hanno lasciato il bambino per tutto il pomeriggio perchè avevano una visita alla ASL di san Giuliano. Panico, alle due inizia a nevicare; alle tre e mezza mi dicono che sono bloccati nel traffico. Sono arrivati a casa alle 6 del pomeriggio! meno male che il toporagnetto ha fatto il bravo. Ha ciucciato dalla mamma una bella razione verso la una, prima che uscisse, gli ho dato 50 gr di latte con il biberon, l'ho ninna-o-lato per un po' poi alla fine do dovuto usare le maniere forti! gli ho dato due sculacciate sul sedere (si va bè col pannolino non si sente niente) perchè frignava dal sonno ma il succhiotto non lo voleva e, magia, magia...si è addormentato. Alle sei del pomeriggio, cambiato, lavato e sfamato il torello (siamo a 4.470), sono arrivati a casa i ragazzi, abbiamo scaldato il trattore, emh, la Panda e ce ne siamo tornati a casa. Il sottopasso di Villa Bissone ci impensieriva un pò ma è andato tutto liscio.

domenica 20 dicembre 2009

mercoledì 16 dicembre 2009

Colturano adotta le Pigotte UNICEF


Da "Il Cittadino" del 16 dicembre 2009 - Colturano  - I bambini nati a Colturano negli ultimi mesi hanno, senza saperlo, un “fratellino” africano: è quello adottato grazie alle pigotte di Unicef Italia, che permettono di garantire un kit sanitario di base a un minore che vive in un paese lontano. Anche Colturano ha sposato l’iniziativa Unicef Italia “Adotta un Pigotta”: per ogni bambino nato nella comunità locale un bambino lontano viene salvato attraverso la simbolica consegna di una bambola di pezza ai genitori del nuovo bebè. Così si crea un vero legame fra due bambini di continenti diversi che non si conoscono, forse non si conosceranno mai ma condividono qualcosa da sempre. In paese le responsabili del progetto corrispondono non a caso alle impiegate dell’anagrafe: Emilia Fondrini e Antonia Talerico. Sono loro le prime ad archiviare i nomi di battesimo dei nascituri e ad attribuire loro un altro identikit che (purtroppo) li seguirà tutta la vita, il codice fiscale. Data questa vicinanza al “pianeta” nuovi nati si sono proposte anche come referenti del “ponte di solidarietà” targato Unicef. Sinora Fondrini e Talerico hanno consegnato a nuovi genitori di Colturano e Balbiano 29 pigotte per altrettanti nuovi cittadini venuti ad arricchire l’anagrafe nel 2009. Bambole tutte diverse una dall’altra, come unici sono i bambini, e tutte personalizzate con una carta di identità che riporta il nome del comune e quello del neonato. «Il principio del Progetto Pigotta è semplicissimo - spiegano le responsabili - quando il genitore arriva in anagrafe per registrare il figlio appena nato, noi proponiamo l’adozione della bambola di pezza. In realtà sono i bambini stessi a fare la scelta, l’adozione è attribuita a loro anche se ovviamente sono i genitori a decidere. Con 20 euro di donazione al momento della consegna è possibile fare già tante cose per un bimbo africano. Una somma così modesta è in grado di garantire interventi fondamentali per ridurre la mortalità nei primi anni di vita: si riescono ad acquistare vaccini, dosi di vitamina A, un kit ostetrico per un parto sicuro, antibiotici e una zanzariera antimalaria. In molte nazioni del Terzo Mondo, dove i minorenni sono quasi la metà degli abitanti, questa profilassi sanitaria di base non è ancora garantita». Alla campagna Unicef Italia è possibile aderire anche contattando il numero verde 800745000 oppure il sito www.unicef.it.Emanuele Dolcini

martedì 15 dicembre 2009

L'opposizione a Dresano


L'ingegner Simoni passa sempre a lasciare il giornalino dell'opposizione dresanese che leggo sempre con interesse per sapere come la và al di là della strada, anche se da un solo punto di vista...
Oggi mi hanno anche regalato una serie di vecchi calendari della nostra biblioteca (c'è anche il n. 1!) e quindi dovrò trovare un posto anche per loro. Tra un po' affogherò nella carta ma è così bello ravanare pomeriggi interi tra le mie vecchie scartoffie (modo di dire brutto e credo solo dialettale ma rende bene l'idea) che li baratterei solo con poche altre cose. In questo preciso momento con un pezzo di cioccolato fondente; ho un calo di zuccheri da tensione nervosa (sto compilando un questionario non-dico-per-chi. Dopo tre ore sono a pag. 20, devo arrivare a circa pag. 60 entro la settimana prossima, devo fare due versioni perchè ci sono due serie di dati differenti, non so come far leggere la bozza a non-dico-chi perchè non-dico-chi usa il computer per tenerci stesa la bandana dell'Inter.....e abbiamo detto tutto....! qualcuno usa il termine "sovrastrutture" per questo genere di cose, il questionario, dico.  Confermo, lo sono. Non si è capito niente di quello che ho detto, vero? pazienza, non ho nemmeno voglia di cancellare. Questo post ce lo teniamo così.
*foto: cascina Belpensiero - Dresano - di Mario Ferrari http://www.flickr.com/photos/mferrari/

Proprio come da noi


Da "Il Cittadino" di oggi, 15 dicembre 2009
Dresano Il paese come Poasco a San Donato: “furti alle stelle” nell’ultimo mese a Dresano. Nel comune è allarme: addirittura quattro colpi in una settimana al villaggio Ambrosiano, la zona di verde e villette situata ad ovest della Sordio-Bettola. Il particolare meno tranquillizzante è che almeno in un paio di circostanze quando i ladri sono entrati in casa hanno trovato tutta la famiglia. Non è successo niente alle persone, ma l’ansia è cresciuta al massimo. La dinamica delle razzie sembra indicare colpi pianificati da autori non molto esperti. La catena di intrusioni presenta inoltre alcuni elementi comuni: i ladri arrivano verso il tramonto, probabilmente contando di non imbattersi nei padroni di casa. La refurtiva spesso è di mediocre valore e costituita dagli oggetti che si possono trovare più facilmente esposti nelle abitazioni: argenteria, suppellettili, qualche elettrodomestico leggero. In un caso però, alcuni giorni fa, l’irruzione è stata preceduta dallo scasso di una pesante inferriata al seminterrato. E resta l’aspetto inquietante dei colpi pomeridiani, il cui risultato è stato di mettere faccia a faccia per qualche minuto ladri e legittimi proprietari di casa. La recrudescenza di episodi ha iniziato a prendere quota a metà novembre: già il 13 c’è stato un furto con cinque persone presenti in casa; all’inizio del mese altro colpo approfittando di un momento di distrazione degli inquilini, poi due episodi ancora fino ai quattro della settimana scorsa. E proprio dalla settimana scorsa Dresano è battuta dagli agenti della polizia locale che girano a lampeggiante acceso. Le vittime dei furti hanno pochi dubbi sulle responsabilità: è un effetto dello sgombero dei campi nomadi attorno a Milano. Quelli di Lambrate soprattutto, che si sono tradotti in una migrazione verso le zone di Poasco e Chiaravalle. Anche i rilievi dei carabinieri sembrano confermare il carattere scarsamente premeditato degli episodi, tipico marchio dei rom. Inevitabile, il problema si è tradotto anche in politica locale. La minoranza Nuova Dresano ha la sua ricetta: «Bisogna comprare le videocamere, anzi bisognava farlo prima - afferma il capogruppo Giuseppe Simoni - inoltre il comune deve riunire i danneggiati ed ascoltarli. È finito il tempo delle risposte generiche». «Le telecamere fisse all’aperto non servono a nulla - fa eco il sindaco Mario Valesi - né ad identificare né a dissuadere: servono nelle banche, non in una strada. Comunque nel 2010 arriveranno: saranno mobili però e finanziate dal contributo regionale».Emanuele Dolcini

Proprio come sta succedendo da noi.

sabato 5 dicembre 2009

Furti a catena



Stasera, all'uscita dalla Messa mi aspettavo le solite quattro chiacchere con il Lucio e invece mi sono trovata davanti un affollato crocchio che discuteva animatamente. Si parlava di furti e nel crocchio c'erano tre persone direttamente interessate, tutte e tre visitate in questi ultimi 15 giorni, l'ultima, l'altro giorno. Tutti e tre i furti sempre verso le prime ore di buio serale scardinando le porte finestra, anche con vetri antisfondamento e in tutti e tre i casi, senza persone all'interno. Spariti oro e orologi. Fanno sempre molta impressione questi racconti e devo confessare che mi tremava il mento e non solo per il freddo. Pattuglie di vigilanza e carabinieri non possono far niente, bisogna solo sperare di non essere nei "prescelti" perchè certo non ci capiterà Cary Grant.